domenica 29 gennaio 2012

Bravo mons. Bagnasco

Monito dell’arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, contro il costume di molti mezzi di informazione a «spettacolarizzare» l’informazione, in particolare le tragedie: «La banalizzazione nell’approcciare i problemi, anche i più tragici - ha detto oggi a Genova in riferimento anche al naufragio della Costa Concordia  - è veramente diseducativa e irrispettosa».
Bagnasco lo ha sottolineato a margine di un incontro con «gli operatori dell’informazione» che si è svolto oggi presso la Curia di Genova in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.
«La categoria della banalizzazione - ha detto il cardinale - si può applicare a tutto, tragicamente. E lo vediamo da anni, non soltanto negli ultimi tempi. Quante volte parlando con persone, professionisti, competenti, si è convenuto che questo modo di approcciare i problemi, questa banalizzazione, è veramente diseducativa e irrispettosa?.»
Bagnasco, facendo riferimento a «certi spettacoli nel mondo della televisione, o di internet», ha parlato esplicitamente di «cose che vengono chiamate spazzatura», sottolineando che sul lungo termine sarà la gente stessa a rifiutarle.

sabato 28 gennaio 2012

Erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità

  “Sole di giustizia, Verbo del Dio vivente, irradia sulla Chiesa la tua luce immortale”; inizia così un inno che cantiamo abitualmente e che ci mostra come la vera Luce, quella che “illumina ogni uomo” e che è sorta con il Cristo, piano, piano raggiunge tutta la terra – come  fa del resto il sole quando sorge e lentamente fa arretrare le ombre -.

venerdì 27 gennaio 2012

Donare sangue

In riferimento al bimbo affetto da leucemia per il quale donare il sangue: purtroppo o meglio, per fortuna, si è rivelata l'ennesima espressione di stupidà umana. Ho ricevuto il messaggio da una persona credibile che, però a sua volta è stata ingannata.
Mi scuso per avervi fatto perdere tempo.

giovedì 26 gennaio 2012

Consigli per la lettura

Vi suggerisco la lettura di un libro sereno, divertente, ironico e al contempo edificante, nel senso pieno del termine, ossia che contribuisce alla "costruzione" della persona. Si tratta di un testo del cardinal Biffi: Memorie e digressioni di un italiano cardinale, edizioni Cantagalli.

martedì 24 gennaio 2012

Riflessioni sull'arte sacra di un "antico" Cardinale

«Cari figli, mi rallegro con voi della vostra arte la quale ha saputo essere arte dei nostri giorni e non mero ricalco di moduli passati, creazione e non scopiazzatura, scoperta nuova e non rispolveratura scolastica; e tuttavia ha saputo stare, con tanta comprensione e bellezza, accanto alla preghiera. Così il vostro esempio giovasse tra coloro che si danno a credere, con qualche inesplicabile e indecifrabile sgorbio, di fare arte! Eppure, con tanto poco si fanno scrupolo, di ingiuriare la Chiesa e darle dell’arretrata. Non dico nulla d’altri che presumono popolare la Chiesa di mostruosità, degnissime nel miglior caso, di semifolli, non però di Dio, del popolo e della nostra civiltà. Ricordatevi, quando l’arte non sa stare con la preghiera, non sa pregare, è un brutto segno, è segno che, forse, non è nemmeno arte; ma puro inganno o di sé o degli altri o di sé e degli altri insieme. Ma oggi, più che altro, il pericolo è costituito piuttosto da coloro che, non sapendo raggiungere in arte la bellezza, vogliono emergere con la mostruosità, con la stranezza, emula della caricatura e dell’arte dei primitivi con lo scempio delle cose e delle persone sante».

Cardinale Alfredo Ottaviani (1890-1979)

lunedì 23 gennaio 2012

E' lungo da leggere, ma il cardinal Biffi merita sempre un po' di tempo

Ciò che primariamente colpisce nel magistero di Gesù è la straordinaria chiarezza di idee. Tutto è lucidamente enunciato senza ambiguità o tentennamenti. Le esitazioni, il rifugio nel soggettivismo, le formule dubitative («forse», «secondo me», «mi parrebbe»), così frequenti nel nostro dire, non si incontrano mai nei suoi discorsi, dai quali sono lontanissimi i vezzi, le civetterie, l’apparente arrendevolezza del “pensiero debole”. Gesù manifesta anzi una sicurezza che sarebbe persino irritante, se non fossimo contestualmente conquistati dall’oggettiva elevatezza e luminosità del suo insegnamento.