Diventare cattolici non significa smettere di pensare, ma imparare a farlo”.
Gilbert K. Chesterton

sabato 20 novembre 2010

Cristo Re dell'universo


CRISTO RE DELL’UNIVERSO
Noi cristiani chiamiamo Gesù ‘re’ in un senso completamente diverso dall’uso comune. Normalmente quando si pensa a un Re, ci vengono in mente antiche figure dispotiche con potere di vita o di morte sui sudditi, oppure figure rappresentative dell’unità dello Stato, ma senza un effettivo potere – nel Regno Unito, per esempio, è in uso la formula secondo la quale la Regina “regna, ma non governa” -.

Gesù stesso, a Pilato che lo interrogava se fosse il Re dei Giudei, rispose: “«Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re” (Gv 18,36s). Gesù non è né un autocrate né un impotente sovrano costituzionale, buono per le pubbliche manifestazioni.
Eppure ci sono cristiani che Lo pensano e in un modo e nell’altro. C’è chi ha paura delle sue reazioni e chi invece ritiene che se ne stia seduto sul suo trono nei cieli, incapace di mettere un po’ di ordine nel suo regno. Qualcuno sostiene che “se Dio è buono non è onnipotente, ma se è onnipotente non è buono”.
Effettivamente se ci guardiamo intorno in maniera un po’ superficiale, ci può sembrare che a regnare in mezzo a noi, più che Cristo Re, sia il “principe di questo mondo”.
Chi è costui?
E’ il diavolo, colui in cui non c’è verità: “Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna” (Gv 8,44). Non passa giorno in cui non veniamo raggiunti da notizie cattive: violenza, morti, divisioni, tradimenti ecc … Eppure la parola di Gesù è chiara: “Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori” e “il principe di questo mondo è già condannato (Gv 12,31; 16,11).
Perché questo regno è così difficile da riconoscere?
Per avere una risposta lasciamoci portare sotto la croce a Gerusalemme e guardiamoci intorno., Vediamo Gesù inchiodato alla croce, mentre fatica a respirare per le botte ricevute, la paura che gli chiude lo stomaco e la posizione nella quale è costretto – i crocifissi morivano per soffocamento -. Sotto quel patibolo, insieme a noi ci sono i capi religiosi e i soldati che lo deridono – quale mancanza di umanità! come se lì davanti a loro non ci fossero tre creature che stanno crepando, ma uno che racconta barzellette -; al fianco di Gesù c’è uno che sta morendo eppure ha ancora la forza per accusarlo.
Cristo è Re da quella croce. Non si impone. Ha portato e offerto la via vera per la vita – chi vuole vivere in pienezza deve affidarsi a Lui -, ma non la impone.
A noi che facciamo battaglie per le nostre idee sembra assurdo un tale comportamento passivo, ma Dio è così. Non è come il “principe di questo mondo”, che si impone con la violenza – se non obbedisci devi pagare – o con l’inganno, spacciando la pura menzogna per verità; il brutto per bello; il cattivo per buono; lo impacchetta a modo e poi ce lo consegna; ci dice sempre quello che vogliamo sentirci dire.
Dio è debole nella sua onnipotenza, perché non ha altra via che la verità proposta e la bellezza mostrata.
Se il “principe di questo mondo” sembra prevalere – la storia in realtà dimostra il contrario -, è perché io e tanti come me, glielo consentono, facendogli da mediatori nella storia. Ogni volta che diciamo si a quel “principe”, diciamo no al Re.
Cristo regna eccome; chiunque guardi sotto l’apparenza se ne accorge subito. Conquista ogni giorno nuovi cuori e attraverso di essi rinnova il mondo, fa crescere il Regno.
Ora ti chiedo Signore: “Venga il tuo Regno”, ma non nella vita degli altri, o meglio, non solo nella loro, ma anche nella mia vita. Sii tu il Signore delle mie idee, dei miei pensieri, dei miei desideri. Regna attraverso di me. Fa che dove sono io, gli altri riconoscano te. Concludo con le parole di una preghiera del beato J. H Newman: “Gesù, aiutaci a diffondere il tuo profumo ovunque noi andiamo; inondaci del tuo spirito e della tua vita; prendi possesso del nostro essere così pienamente, che tutta la nostra vita sia soltanto un' irradiazione della tua; risplendi in noi e attraverso di noi; che chiunque ci avvicini senta in noi la tua presenza; chi viene a noi cerchi Te e veda soltanto Te; resta con noi, così cominceremo a risplendere come risplendi Tu, così da essere luce per gli altri; la luce, Gesù, verrà tutta da Te, e nulla di essa sarà nostra proprietà; sarai Tu ad illuminare attraverso di noi; fa che noi Ti lodiamo nel modo che piace a Te, effondendo la Tua luce su quanti ci stanno attorno; che noi predichiamo di te, senza predicare, ma con il nostro esempio, con la forza che trascina, con il suadente influsso del nostro operare, con l'evidente pienezza dell'amore di cui il nostro cuore trabocca. Amen”.

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