Diventare cattolici non significa smettere di pensare, ma imparare a farlo”.
Gilbert K. Chesterton

giovedì 31 dicembre 2015

Maria, la Madre di un figlio che è Dio



MARIA, MADRE DI DIO

     Le inviammo il Nostro Spirito, che assunse le sembianze di un uomo perfetto. (Dopo che Maria ebbe parlato egli le disse): “Non sono altro che un messaggero del tuo Signore, per darti un figlio puro”. Disse (Maria): “Come potrei avere un figlio, perché mai un uomo mi ha toccata e non sono certo una libertina?”.  Rispose: “E’ così. Il tuo Signore ha detto: "Ciò è facile per Me … Faremo di lui un segno per le genti e una misericordia da parte Nostra. E’ cosa stabilita"”. Lo concepì e, in quello stato, si ritirò in un luogo lontano.   Tornò dai suoi portando [il bambino]. Dissero: “O Maria, hai commesso un abominio!”
(Corano XIX, 18ss). Questo testo non vi ricorda qualcosa? Certo: è molto simile all’annunciazione narrata dagli evangelisti; però la fonte è molto diversa, si tratta infatti del Corano il testo sacro dell’Islam.
      Se i racconti della nascita di Gesù sono così simili, vuol dire che i musulmano guardano a Gesù nello stesso modo di  noi cristiani? Assolutamente no. Infatti se andiamo a leggere oltre lo stesso libro, troviamo anche queste parole: “Il Cristo Gesù figlio di Maria non è che il messaggero di Dio, il suo Verbo che Egli depose in Maria” (Corano  IV,171); “Non dite: Tre! Basta, e sarà meglio per voi! Perché Dio è un Dio solo, troppo glorioso e alto per avere un figlio” (IV 172).
   In questo primo giorno dell’anno celebriamo una solennità dedicata a Maria, Madre di Dio (Theotokos). Questo titolo attribuito a Maria dai padri del Concilio di Efeso del 431, sembra essere scontato, in realtà su di esso molto si è discusso, perché dire che Maria è Madre di Dio, significa riconoscere che Gesù Cristo, nato durante il regno di Erode il Grande e ucciso durante il governo di Ponzio Pilato, è Dio. Il Concilio afferma con chiarezza: “Noi confessiamo che il nostro Signore Gesù figlio unigenito di Dio, è perfetto Dio e perfetto uomo …; generato dal Padre prima dei secoli secondo la divinità, nato, per noi e per la nostra salvezza, alla fine dei tempi dalla vergine Maria secondo l'umanità; che è consostanziale al Padre secondo la divinità, e consostanziale a noi secondo l'umanità, essendo avvenuta l'unione delle due nature. Perciò noi confessiamo un solo Cristo, un solo Figlio, un solo Signore. … Noi confessiamo che la vergine santa è madre di Dio, essendosi il Verbo di Dio incarnato e fatto uomo …” (Formula di unione, Concilio di Efeso  del 431).
     Questa festa, quindi, più che essere mariana, è cristiana; si parla di Maria, perché si è vuole dire qualcosa di Gesù.
     “Basta la salute” o “l’importante è la salute”, dicono in molti. In realtà se ci fermiamo un attimo a riflettere ci accorgiamo che è un’affermazione non pienamente vera, altrimenti tutti coloro che sono sani, sarebbero soddisfatti, nella gioia e nella pace, mentre gli ammalati tutti disperati. Sappiamo benissimo che così non è. Per quanto indubbiamente la salute è uno dei fattori che rende la vita umana migliore, certamente da sola non è sufficiente.
     Abbiamo appena ascoltato una benedizione molto bella: “Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia” (Nm 6,25). Ecco un dono molto prezioso che può davvero fare la differenza nell’esistenza: vedere il volto del Signore; non solo sentire parlare di Lui, ma incontrarLo, vederLo. Chiunque ha avuto la grazia dell’incontro, sa cosa significa; comprende quanto cambia il senso della vita; capisce quanto sono vere le parole del Salmista: “Un giorno nei tuoi atri è più che mille altrove”.
     “Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna” (Eb 4,4). La storia raggiunge lo zenit quando Gesù viene al mondo, perché da quel momento Dio può essere visto, toccato. Non c’è più nessuna limitazione, nessuna impurità che rende impossibile l’incontro. Dio si lascia incontrare da tutti, basta andargli incontro, basta accoglierLo.
     Ecco quello che vorremo in questo nuovo anno: vederti Signore; incontrarti e vedere la nostra esistenza cambiare; vorremmo poter riflettere la Tua luce sul nostro volto. Vorremmo che chi incontrasse noi, scorgesse un riflesso della Tua infinita bellezza. Vorremmo diventare grazie a Te, operatori di pace.
     Un’ultima parola mi pare indispensabile. Quando parliamo di pace, pensiamo sempre ai massimi sistemi, alle guerre sanguinose tra le nazioni; in realtà, se vogliamo essere concretamente costruttori di pace, dobbiamo guardare alla vita che attraversiamo ogni giorno. E’ lì che dobbiamo costruire pace. Se verranno meno le discordie tra i fratelli, causate dalle eredità; se i vicini di casa impareranno a rispettarsi; se i coniugi non consentiranno all’indifferenza di entrare in casa loro; se i figli impareranno la riconoscenza; se noi sacerdoti e religiosi, diventeremo compassionevoli e appassionati dell’umanità, ecc … allora si spegneranno ogni giorno di focolai di guerra e si diffonderà la pace. Solo se verranno meno le piccole, ma terribili guerre, si spegneranno quelle tra le nazioni.

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