Diventare cattolici non significa smettere di pensare, ma imparare a farlo”.
Gilbert K. Chesterton

sabato 5 novembre 2016

Dicono che non c'è risurrezione


XXXII DOM. T.O.



     Dicono che non c'è risurrezione” (Lc 20,27). Questa è l’affermazione dei Sadducei[1], ma è anche ciò che pensano ancora in molti fuori e dentro la Chiesa.


     Anche dentro la Chiesa? Certo! Ogni volta che un credente afferma: “Chissà se di là ci sarà qualcosa” o “Speriamo che ci sia qualcosa”, sta semplicemente dicendo che non è per niente sicuro che ci sia una vita oltre la vita. Scrive Epicuro: “La morte … non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi. Non è nulla né per i vivi né per i morti. Per i vivi non c'è, i morti non sono più” (Lettera sulla felicità).

     Secondo questa visione la vita umana non è altro che un salto dal nulla al nulla. Tutto ciò che noi siamo è frutto di un caso e sfocia in una fine assoluta, in un inceneritore che lascia dietro di sé solo un mucchietto di polvere e ossa da conservare in casa, da spargere ai quattro venti o addirittura da trasformare in una sorta di pietra da incastonare in un anello.

     Al mistero della morte c’è anche un’altra risposta: la REINCARNAZIONE. Essa sembra offrire una spiegazione alternativa affascinante riguardo alle origini dell'uomo e al suo destino, perché annuncia la continuazione dell'esistenza della persona, che può nelle vite successive avere maggiori possibilità di conseguire la liberazione. Appare come una fonte di conforto specialmente per coloro che cercano liberazione sulla base delle proprie possibilità interiori e sulle propri azioni buone. D'altra parte, la reincarnazione è un modo per liberarsi dalla preoccupazione del giudizio finale da parte di Dio. In uno dei testi sacri dell’Induismo troviamo: “Proprio come un uomo depone i vecchi vestiti per indossarne di nuovi, così anche il Sé incarnato dismette i vecchi corpi per indossarne altri nuovi” (Bhagavad Gita, 2,22).

     In realtà la dottrina della reincarnazione è TOTALMENTE incompatibile con la fede cristiana. Incompatibile significa che, se è vera l’una è falsa l’altra; se è vera la Resurrezione è falsa la reincarnazione.

     Nel “Credo” proclamiamo: “Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà”. Cosa significa?


      Dopo questa vita terrestre - che è unica e che non si riproduce - Dio ci resusciterà, ciascuno personalmente, come ha fatto per suo Figlio. Perché ci ama ciascuno individualmente, e tutti noi portiamo ai suoi occhi un nome unico. La resurrezione è un dono di Dio, non il frutto della nostra auto redenzione.

     Col nostro corpo. Il nostro corpo è unico, non è un vestito che si può scambiare con un altro. È sempre oggetto dell'amore per Dio, tanto quanto la parte spirituale del nostro essere che chiamiamo comunemente anima. La resurrezione è entrare in una vita nuova con tutto ciò che siamo, il nostro corpo compreso, per non morire mai più.

     Alla fine dei tempi. La resurrezione sarà compiuta quando terminerà la storia terrestre di tutta l'umanità. Solo allora il bilancio sarà completo.

      Già da qui noi possiamo lavorare attivamente per la nostra vita eterna. La vita del risorto è già anticipata e preparata qui, sulla terra. La vita cristiana è un impegno deciso oggi che più tardi sfocerà in una vita glorificata: allora la nostra personalità troverà il suo pieno sviluppo e non si spegnerà. La vita eterna è la conferma della scelta fatta già ora di essere uomini secondo il progetto di Dio.

     E c'è una comunione di santi. Esiste un legame tra i vivi e i morti, legame che noi chiamiamo "comunione di santi". Questo legame non è da intendersi nel senso di una reincarnazione: come se i vivi attorno a noi e noi stessi non fossero che dei morti con-dei-nuovi-nomi. Non è neanche da confondersi con un'irruzione di defunti nel nostro mondo come dice lo spiritismo, ma una vera e propria comunione tra il visibile e l’invisibile.

     San Paolo dice con forza: “se si annuncia che Cristo è risorto dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non vi è risurrezione dei morti? Se non vi è risurrezione dei morti, neanche Cristo è risorto! Ma se Cristo non è risorto, vuota allora è la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede. voi siete ancora nei vostri peccati. … Se noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto per questa vita, siamo da commiserare più di tutti gli uomini. Ora, invece, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti. Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita(1Cor 15, 12ss). Allora con il salmista diciamo: “io nella giustizia contemplerò il tuo volto, al risveglio mi sazierò della tua immagine” (Salmo 16).









[1] Il partito sadduceo era quello delle classi ricche e dirigenti, costituite principalmente di sacerdoti e aperte alle correnti della cultura internazionale. Il punto fondamentale di dottrina che divideva i Sadducei dai Farisei, partito popolare abituato invece a racchiudersi quasi esclusivamente nell'ambito della cultura patria giudaica, era la negazione della validità di quella "legge orale", o tradizionale, che i Farisei consideravano obbligatoria al pari della legge biblica scritta

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