Diventare cattolici non significa smettere di pensare, ma imparare a farlo”.
Gilbert K. Chesterton

domenica 26 aprile 2015

L'autonomia è un'illusione



IV DOM. PASQUA

     Il 1700 ha segnato una svolta nella vita del mondo occidentale: si è scoperta l’importanza della ragione umana. Kant definisce così l' illuminismo come “l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità [ ... ] abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza!
". Rousseau, pensatore francese, dirà: "grande e bello spettacolo veder l'uomo uscir quasi dal nulla per mezzo dei suoi propri sforzi; disperdere, con i lumi della ragione, le tenebre in cui la natura l'aveva avviluppato; innalzarsi al di sopra di se stesso; lanciarsi con lo spirito fino alle regioni celesti: percorrere a passi di gigante, al pari del sole, la vasta distesa dell' universo; e, ciò che é ancor più grande e difficile, rientrare in se stesso per studiarvi l' uomo e conoscerne la natura, i doveri e il fine".
     Locke, filosofo preilluminista, definisce la ragione come una candela che ci illumina il cammino; é sì l' unica luce, ma rimane comunque una luce fioca, che non può tutto. Per gli uomini del 1700 la ragione non é più un qualcosa di illimitato come era per quelli del 1600, ma é tuttavia l' unico mezzo a nostra disposizione per conoscere la realtà. Tutti gli illuministi hanno grande fiducia nella ragione umana e nel futuro e grande svalutazione del passato, visto come somma di errori scientifici, ingiustizie sociali e superstizioni religiose.
     La ragione umana  è uno strumento prezioso, donatoci da Dio stesso, per conoscere, per quanto possibile, la realtà che ci circonda. Il problema, quindi, non sta nella ragione in sé, ma nell’illusione che, attraverso di essa, l’essere umano possa capire, conoscere, sapere in autonomia. L’uomo autonomo, infatti, pensa di non avere più bisogno di Dio, anzi Lo considera come un nemico del pieno sviluppo della persona e lo riduce a banale espediente per spiegare l’inspiegabile o per sedare le preoccupazioni della vita presente e l’inquietudine per quella futura.
     E’ sotto gli occhi di tutti la positività del cammino fatto in questi secoli, ma è altrettanto evidente lo smarrimento umano. Può aiutarci a comprendere la situazione il bel romanzo di Daniel Defoe, “Robinson Crusoe”, dove il protagonista, trovandosi completamente solo, sa rapidamente realizzare spazi di vita “comoda” – abitazioni sicure e confortevoli, coltivazione e allevamento;  panificazione, produzione di terre cotte e abbigliamento -, ma questo non gli basta. Ben presto dalla sua solitudine scopre Dio e una relazione profonda con Lui e fa di tutto per rientrare in contatto con gli esseri umani. Il nostro mondo è un po’ così, non manca di niente, ma gli manca ciò che è essenziale. L’uomo manipola tutto, convinto di non avere limiti. Il diavolo è all’opera e scimmiotta Dio; vuole una sua creazione, dove l’uomo non è coltivatore e custode del creato, ma padrone. In realtà lo vuole schiavo: “Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi mi  adorerai” (Mt 4,9).
     L’essere umano vaga disperato in cerca di sé, perché non sa più da dove viene né dove va; cura il corpo e la psiche, ma non l’anima, che considera inesistente o quanto meno irrilevante.
     Abbiamo bisogno di risvegliarci, di prendere coscienza che, solo in Cristo noi troviamo la luce piena: “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo” (Gv 1,9). Abbiamo bisogno di tornare a seguire l’unico pastore, il Buon Pastore. Lui solo infatti è via, verità e vita e solo in Lui c’è salvezza. Penso che dobbiamo smettere di seguire guide cieche, perché, altrimenti insieme a loro finiremo fuori strada e non raggiungeremo la meta. Basta dire: “Sono cattolico, ma …”, diventando così seguaci del vangelo secondo me o secondo il tal politico, il tal giornalista.
     Signore, solo Tu sei il buon pastore, perché non ti servi di noi, per il tuo interesse, ma ci servi, perché ci ami. Insegnaci a essere tue pecore; non lasciare che continuiamo a vagare disorientate; facci sentire la tua voce e conducici a casa.

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