Diventare cattolici non significa smettere di pensare, ma imparare a farlo”.
Gilbert K. Chesterton

domenica 20 maggio 2018

Dove c'è vita, lì Tu sei


 PENTECOSTE

     “Il presente, anche … faticoso, può essere vissuto e accettato se conduce verso una mèta e se di questa mèta noi possiamo essere sicuri, se questa mèta è così grande da giustificare la fatica del cammino” (Benedetto XVI, Spe salvi, Introduzione). Ha senso
 ed è possibile portare certi pesi solo se siamo certi che, prima o poi ne verremo sgravati e se, seppur con quei pesi, andiamo vero qualcosa di bello. Perché faticare per scalare una montagna, se alla fine non ci attende un panorama mozzafiato e un silenzio capace di riempirci il cuore? La notte piena di fantasmi, non ci fa disperare, se siamo certi dell’arrivo dell’aurora. La vita è così, un cammino, a volte faticoso o estremamente faticoso, fino al dramma, ma sappiamo che conduce a una pienezza e bellezza senza limite.
     Il Vangelo non è soltanto una comunicazione di cose che si possono sapere, ma è una comunicazione che produce fatti e cambia la vita. La porta oscura del tempo, del futuro, è stata spalancata. Chi ha speranza vive diversamente; gli è stata donata una vita nuova” (Ibid.). Benedetto XVI il Grande ci ricorda che la vita dei cristiani, se non è una semplice pratica esteriore che non riesce a toccare le radici delle nostre storie, produce un’esistenza diversa: “Le cose vecchie sono passate, ne sono nate di nuove”  (2Cor 5,17).         
     Abbiamo un bisogno assoluto di qualcuno che ci indichi la bellezza che ci attende:  Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci? E come lo annunceranno, se non sono stati inviati? Come sta scritto: Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio di bene” (Rm 10,14ss).
     A me e a te, adesso, Gesù ripete: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura” (Mc 16,15); fatti portatore del Vangelo; dona la speranza ai tuoi fratelli! Non stupiamoci, e non spaventiamoci, la bellezza porta in sé il bisogno naturale dell’annuncio. Ognuno di noi è spontaneamente “missionario” di ciò che incontra e l’appassiona: pensiamo solo a quanti parlano di calcio e dei calciatori come se fossero qualcosa di davvero importante. Per quale ragione proprio la vera bellezza, l’unica capace di salvare il mondo, non dovrebbe sottostare a questa legge? San Paolo lo dice chiaramente: “Annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo!” (1Cor 9,16).
     Il Vangelo si annuncia con le parole, ma soprattutto con una vita che parla che, profuma di Buona Notizia: “Fa che io predichi Te senza predicare – non con le parole, ma con l’esempio, con la forza che trascina irresistibilmente e col benefico influsso delle mie azioni e la visibile somiglianza con i Tuoi santi e l’evidente pienezza dell’amore che ilo mio cuore ha per Te” (Beato Cardinal John Henry Newman).
     Come potremmo fare tu e io di fronte  a questo mandato così alto? I limiti umani e i peccati che ci abitano, ci rendono talmente inadeguati da farci quasi tirare indietro: io Signore non posso esserti utile, non sono all’altezza.
     Proprio per questa consapevolezza abbiamo appena pregato con le parole della Sequenza:  Senza la tua forza,  nulla è nell'uomo,  nulla senza colpa.  Lava ciò che è sórdido,  bagna ciò che è árido,  sana ciò che sánguina. Piega ciò che è rigido,  scalda ciò che è gelido,  drizza ciò che è sviato.  Dona ai tuoi fedeli,  che solo in te confidano  i tuoi santi doni”. Il Padre ci sona lo Spirito Santo, perché da soli non possiamo fare nulla. Come una barca a vela non va da nessuna parte, se non soffia il vento, così noi, se non ci lasciamo investire dalla forza dello Spirito.
     Per capire se c’è il vento non ci sono che due possibilità: si esce di casa e lo si sente sulla pelle, oppure, si guarda attraverso il vetro della finestra, se i panni stesi svolazzano e le foglie volano, non c’è dubbio.
     La presenza dello Spirito lo puoi riconoscere dagli effetti:
quando i drammi della vita non ci schiacciano: lo Spirito sta agendo;
quando accogliamo come evidenti le verità delle fede che la ragione non riesce a comprendere:  lo Spirito sta agendo;
quando perdoniamo, nonostante ancora sanguinino le nostre ferite:  lo Spirito sta agendo;
quando amiamo, seppur traditi e non amati:  lo Spirito sta agendo;
quando annunciamo coraggiosamente il Vangelo in un mondo che non  vuole essere disturbato: lo Spirito sta agendo;
quando chi è lontano da Dio, ritorna gioiosamente a Lui: lo Spirito sta agendo;
quando si genera la pace, dove c’erano solo le macerie delle guerre: lo Spirito sta agendo;
dove la verità si manifesta, nonostante la menzogna faccia di tutto per ostacolarla: lo Spirito sta agendo;
quando del semplice pane e vino diventano il corpo e il sangue di Cristo: lo Spirito sta agendo;
quando i deboli diventano forti: lo Spirito sta agendo;
dove la morte non fa più paura: lo Spirito sta agendo;
dove dei semplici uomini diventano amministratori della Grazia di Dio attraverso i sacramenti: lo Spirito sta agendo.

Vieni o Spirito creatore, Tu che sei Dio on il Padre e il Figlio, accompagnaci con la tua forza   così che, possiamo percorrere solleciti le strade pensate per noi, verso la gioia piena e la dolcezza senza fine.  

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