Diventare cattolici non significa smettere di pensare, ma imparare a farlo”.
Gilbert K. Chesterton

domenica 1 novembre 2020

Che belli!

 

SOLENNITA’ DI TUTTI I SANTI

Perché è bello e prezioso festeggiare i Santi?

Perché “Il Signore ... non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente(Gaudete ed exultate 1). Personalmente cerco di leggere spesso la vita dei Santi, perché mi provocano a non accontentarmi del cammino fatto; a puntare in alto, a cercare una autenticità e una profondità nuove nel vivere il Vangelo. Vi faccio un esempio molto semplice: io che sono circa 1,65, se mi affianco a un bambino (1,30), mi sento ovviamente alto; viceversa se vado vicino a chi è 1,90, non posso che riconoscermi basso. Capita a volte di guardare a coloro che sono apparentemente messi peggio di noi, così ci sentiamo migliori e tranquilli, invece se guardiamo i Santi, ci accorgiamo che la strada da fare è ancora tanta. Ci sono di provocazione: chiamano a non accontentarsi. C’è chi è un po’ iconoclasta e vorrebbe l’eliminazione di statue e immagini dei Santi dalle nostre chiese: io non sono per niente d’accordo. Semmai che siano più belle, più artistiche, ma non eliminiamole, perché posando lo sguardo su queste opere, pur sapendo che sono solo immagini, ci lasciamo invitare ad andare oltre. Scrive papa Francesco: “Ci sono testimonianze che sono utili per stimolarci e motivarci, ma non perché cerchiamo di copiarle, in quanto ciò potrebbe perfino allontanarci dalla via unica e specifica che il Signore ha in serbo per noi. Quello che conta è che ciascun credente discerna la propria strada e faccia emergere il meglio di sé, quanto di così personale Dio ha posto in lui e non che si esaurisca cercando di imitare qualcosa che non è stato pensato per lui” (GE 11).

Guardando alla vita di molti di questi fratelli e sorelle che ci hanno preceduti, camminando sulle stese nostre strade; vestendo i nostri stessi abiti; respirando la nostra stessa aria, prendiamo coscienza di cosa possiamo diventare se ci lasciamo raggiungere e lavorare dalla grazia di Dio. C’è stato un tempo nel quale si amava raccontare che i Santi erano tali fin da bambini; in realtà molti di loro hanno dovuto combattere contro le nostre stesse fragilità; erano afflitti da limiti umani pari o addirittura maggiori dei nostri; culturalmente e psicologicamente meno adeguati di noi, eppure … Secondo voi perché san Francesco digiunava così aspramente; si vestiva di abiti ruvidi; non voleva toccare per nessuna ragione il denaro; si buttava nudo nella neve? Forse perché era pazzo? No! Egli ha dovuto lottare contro quelle cose che aveva potere su di lui: la gola; la vanità; la sensualità; l’amore per la ricchezza.

Ci accorgiamo allora che santità e perfezione non vanno insieme. Perfetto è ciò a cui non manca nulla, ma non è umano; santo è chi, a partire dalla propria imperfezione, cerca di vivere concretamente il Vangelo. Non per niente, quando leggiamo la Bibbia, ci accorgiamo immediatamente che Dio chiama chi vuole, indipendentemente dai limiti: Abramo e Sara erano tropo vecchi per generare vita; Mosè era balbuziente; il profeta Geremia era troppo giovane; Isaia si definisce peccatore; il re Davide, non solo era il meno adeguato tra i suoi fratelli, ma è stato anche un peccatore di prima qualità, ecc … Non possiamo accampare scuse.

Un’altra ragione importante per tenere lo sguardo del cuore posato sui Santi è che, sono interpreti originali della Parola di Dio. Essi non ragionano sul Vangelo; non discutono per spiegarlo meglio agli altri, ma cercando di penetrarlo per viverlo. Lo fanno con originalità e coraggio.

Desidero capire chi sono i:

poveri in spirito”? Guardo il volto di Charles de Foucauld, il nobile francese che si è ritirato nel deserto dell’Algeria per vivere con semplicità a fianco di una popolazione totalmente musulmana;

quelli che sono nel pianto” per i propri peccati? Contemplo la vita di Jacques Fesch, il giovane francese ghigliottinato nel 1957, convertitosi in carcere dove scontava la pena per avere ucciso un gendarme durante una rapina;

quelli che hanno fame e sete della giustizia”? Chiedo a Giorgio La Pira, sindaco per dieci anni di Firenze, dove si è speso da politico cristiano per aiutare i più deboli;

misericordiosi”? Respiro il profumo delle parole del curato d’Ars che trascorreva ore e ore nel confessionale della sua chiesa, per ascoltare le centinaia di persone che, ogni giorno, chiedevano, attraverso di lui, una parola di perdono a Dio;

puri di cuore”? Mi fermo davanti a Carlo Acutis e Chiara Luce Badano, due giovanissimi (nemmeno vent’anni) che hanno affrontato la malattia e la morte con una fede sbalorditiva;

gli operatori di pace”? Guardo don Tonino Bello vescovo di Molfetta che, instancabilmente si è fatto promotore della pace, sia nella sua diocesi, sia nei luoghi in cui la guerra mieteva vittime. Lui che ha saputo stare dalla parte della pace, senza mai essere violento e nonostante la voce contraria della maggioranza;

i perseguitati per la giustizia”? Ascolto le parole di mons. Romero, vescovo di San Salvador, ucciso mentre celebrava l’Eucaristia, per avere difeso i più deboli del suo popolo;

Loro sono i veri interpreti del Vangelo, perché lo incarnano, lo rendono presente con la loro vita, i loro gesti e le parole. Guardando a loro, impariamo il Vangelo; comprendiamo come dobbiamo vivere la nostra fede.



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