“Diventare cattolici non significa smettere di pensare, ma imparare a farlo”.
Gilbert K. Chesterton
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sabato 21 luglio 2018

Il Vescovo di Ventimiglia risponde alla lettera sull’immigrazione




Carissimi,

leggendo con attenzione la Vostra lettera, ho ritenuto di dover rispondere alle Vostre riflessioni innanzitutto a partire dall’esperienza della Chiesa di Ventimiglia San Remo, da qualche anno fortemente coinvolta dal fenomeno dell’immigrazione, passando da qui una delle principali rotte dei migranti prevalentemente africani e provenienti dal Sud Italia.

giovedì 2 maggio 2013

TUTTI SONO BENVENUTI! del card. Timothy Dolan

C'è una lezione che ho cominciato a imparare quando avevo sette o otto anni...
Il mio amico Freddie, che abitava di fronte a casa, ed io stavamo giocando fuori. Mamma mi ha chiamato per la cena.

mercoledì 26 settembre 2012

Pubblichiamo buona parte della splendida Prolusione del cardinale Angelo Bagnasco


Consiglio vivamente di leggere con attenzione questo splendido testo. Immersi come siamo in una tenebra dovuta all'assenza di maestri credibili, noi cattolici gioiamo per avere pastori tanto lungimiranti e capaci di leggere la realtà in profondità. Siamo orgogliosi di loro.

Venerati e Cari Confratelli,

veniamo da mesi particolarmente impegnativi e intricati, che dettagliano una condizione sempre più complessa, per noi italiani come per l’Europa. Non si è infranto un equilibrio da riaggiustare; è accaduto qualcosa di più consistente e profondo

martedì 19 luglio 2011

Arrivare a disarmarsi


La guerra più dura è la guerra contro se stessi.
Bisogna arrivare a disarmarsi.
Ho perseguito questa guerra per anni, ed è stata terribile.
Ma sono stato disarmato. Non  ho più paura di niente, perché l’amore caccia il timore. Sono disarmato della volontà di aver ragione,
di giustificarmi squalificando gli altri.
Non sono più sulle difensive,
gelosamente abbarbicato alle mie ricchezze.
Accolgo e condivido.
Non ci tengo particolarmente alle mie idee, ai miei progetti.
Se uno me ne presenta di migliori, o anche di non migliori, ma buoni, accetto senza rammaricarmene.
Ho rinunciato al comparativo.
Ciò che è buono, vero e reale è sempre per me il migliore.
Ecco perché non ho più paura.
Quando non si ha più nulla, non si ha più paura.
Se ci si disarma, se ci si spossessa,
ci si apre al Dio-Uomo che fa nuove tutte le cose,
allora Egli cancella il cattivo passato
e ci rende un tempo nuovo in cui tutto è possibile.

Atenagora I, Patriarca di Costantinopoli

venerdì 15 luglio 2011

Il cardinale di Vienna e i "preti" disobbedienti

Il testo qui sotto è una lettera che il cardinale arcivescovo di Vienna Christoph Schönborn ha scritto nell’edizione estiva del periodico “thema kirche” in risposta all’“Appello alla disobbedienza” della “Pfarrer-Initiative”, un gruppo di circa 300 preti austriaci. Nell’Appello la “Pfarrer-Initiative” sfidava apertamente il Vaticano chiamando tutti alla disobbedienza nel nome della libertà di coscienza. I campi sui quali disobbedire sono vari, tra questi il “no” del Vaticano all’ordinazione sacerdotale femminile e il “no” alla concessione della comunione ai divorziati risposati. Ha detto Helmut Schüller, portavoce di “Iniziativa parroci”, che il Vaticano “non può imporre le proprie convinzioni ai preti austriaci”.

Il Foglio oggi ha tradotto e pubblicato integralmente la lettera dell’arcivescovo di Vienna. Eccola:

Care collaboratrici e collaboratori, e questa volta in particolare, cari confratelli nel servizio sacerdotale, i vertici della “Pfarrer-Initiative” hanno pubblicato il 19 giugno un “Appello alla disobbedienza” (www.pfarrer-initiative.at). Ho aspettato a replicare, non volevo che la mia risposta fosse dettata dalla rabbia e dal dispiacere che questo appello ha suscitato in me.