Diventare cattolici non significa smettere di pensare, ma imparare a farlo”.
Gilbert K. Chesterton

domenica 17 novembre 2019

Sarete odiati da tutti

Sarete odiati da tutti a causa del mio nome” (Lc 21,17). Chi cerca una spiritualità del benessere che non faccia sentire il dolore dei colpi della vita, deve sapere che il Cristianesimo non è la via giusta.
La via del cristiano è Cristo, Dio che si è fatto uomo e ha percorso le strade della nostra terra fino al Golgota, monte della croce. Chi cerca benessere, presto o tardi se ne andrà deluso, in cerca di altro o saltellerà di esperienza in esperienza. Cristo è venuto a salvare il mondo e a strapparlo dagli artigli del male e ciò non può avvenire senza combattere e senza fatica.
A questo punto, con onestà, anche a noi Gesù ripete: “Volete andarvene anche voi?” (Gv 6,67). La risposta non è scontata.
In molte parti del mondo essere cristiani comporta un rischio quotidiano, umiliazioni e difficoltà a non finire. Da molti anni invece noi italiani abbiamo il privilegio di non rischiare la vita a causa della nostra fede. Quando un cattolico viene ucciso nel nostro paese, non è praticamente mai in odio alla sua fede.1
Questo significa allora che le parole di nostro Signore non sono per noi? Certo che sono anche per noi. Non dimentichiamo: “Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi (Gv 15,18ss).
Possiamo sfuggire da questo odio? Certamente! Basta OMOLOGARSI, diventare uguali alla maggioranza e non dare fastidio in alcun modo al nemico. E’ sufficiente essere sale INSIPIDO ed essere lampada spenta che, non fa luce.
Se saremo cristiani di nome, ci disprezzeranno, rideranno di noi in quanto incoerenti, ma ci lasceranno in pace, anzi diventeremo molto utili, per dimostrare che siamo tutti incoerenti, quindi non credibili. Scrive in alcuni suoi appunti il giudice Livatino: “Quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili”.
Perché dovrebbero odiarci se la nostra fede non è che un soprabito che mettiamo la domenica, ma che ci togliamo appena rientrati a casa? Noi possiamo diventare la culla o la tomba di Dio.
La questione diventa del tutto diversa quando Cristo condiziona e determina la nostra esistenza concreta:
- se rifiutiamodi mettere Gesù Cristo tra le divinità, pretendendo che non ci sia altro Dio al di fuori di quello Trinitario, ci sbranano come integralisti;
- lo sanno bene quelle ragazze che non vogliono svendere la loro verginità al primo venuto, ma che per questo vengono derise ed emarginate;
- se siamo ambientalisti, animalisti, vegetariani, vegani, ecc … ci fanno monumenti, ma se ci mettiamo dalla parte dell’essere umano, cuore di tutta la creazione e, diciamo che è intoccabile in qualsiasi fase della sua esistenza, ci combattono come nemici dei diritti acquisiti;
- se rifiutiamo di farci ridurre a incoscienti consumatori di cose, ci escludono (chiedete cosa succede ai giovani che non si vestono come tutti, non hanno l’ultimo modello di smartphone o della play station);
- se rifiutiamo i compromessi, paghiamo forti conseguenze sul posto di lavoro;
- se scegliamo di accogliere anche chi è marchiato come parìa, condividiamo la sua emarginazione. Ascoltiamo cosa scrive Benedetto XVI: “A volte si ha l’impressione che la nostra società abbia bisogno di un gruppo almeno, al quale non riservare alcuna tolleranza; contro il quale poter tranquillamente scagliarsi con odio. E se qualcuno osa avvicinarglisi – in questo caso il Papa – perde anche lui il diritto alla tolleranza e può pure lui essere trattato con odio senza timore e riserbo” (Lettera del Santo Padre Benedetto XVI ai Vescovi della Chiesa Cattolica riguardo alla remissione della scomunica dei quattro Vescovi consacrati dall’Arc. Lefebvre, 2009);
- se parliamo toccando interessi e posizioni acquisite, dobbiamo aspettarci fiumi di fango addosso: “Sono diventato oggetto di derisione ogni giorno; ognuno si beffa di me. Quando parlo, devo gridare, devo urlare: «Violenza! Oppressione!». Così la parola del Signore è diventata per me
causa di vergogna e di scherno tutto il giorno”
(Ger 20,7s);
- se non diventiamo passivi ripetitori di fake news, ma cercatori della verità, ci accusano di ogni possibile chiusura.
Ora, Signore, rispondiamo alla Tua domanda. No, non vogliamo andarcene anche noi, perché “Tu hai parole di vita eterna” (Gv 6,68). Tu offri una vita vera, anche se non comoda e, noi non vogliamo accontentarci.


1Il beato don Pino Puglisi, don Giuseppe Diana, il servo di Dio, giudice Rosario Livatino sono stati uccisi a causa del fastidio provocato alla mafia.

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