Diventare cattolici non significa smettere di pensare, ma imparare a farlo”.
Gilbert K. Chesterton

domenica 8 novembre 2020

Fede e prudenza

 Carissimi fratelli e sorelle, 


Desidero accompagnare le note che riguardano le attività pastorali e le celebrazioni liturgiche in questo periodo con una breve parola. Purtroppo la pandemia che in questi ultimi mesi ha ripreso a crescere, ci ha portato a un nuovo lock down, con differenze nelle regioni e con la prosecuzione di varie attività lavorative: nelle zone rosse, come la nostra regione, sono tuttavia molte le attività sospese e ci aspettano settimane difficili, sotto il profilo sanitario e sociale con situazioni di crescente povertà e di perdita di lavoro che coinvolgono persone e famiglie.

La parola che desidero offrirvi è un invito a non perdere la fiducia, a non lasciarci vincere dalla tristezza o da una stanza rassegnazione: è il momento in cui attingere alle risorse più vere del cuore, sia come singoli, che come comunità, e tra queste risorse c’è innanzitutto la fede, la certezza di essere nelle mani del Padre. Le parole di Gesù ai discepoli impauriti sulla barca, nelle acque del lago agitate dal vento, richiamate nella lettera pastorale di quest’anno, sono proprio per noi: «Coraggio, sono io, non abbiate paura» (Mt 14,27). Ci riconosciamo “fratelli tutti”, per riprendere il titolo dell’ultima enciclica di Papa Francesco, partecipi di una comune umanità e figli di uno stesso Padre: ci sono legami di bene e di affetto, di amicizia e di comunione che sostengono la nostra esistenza quotidiana.

Perciò, chiediamo nella preghiera, personale e in famiglia, la speranza che viene da Cristo Risorto!

Non chiudiamoci in noi stessi, diventando sempre più estranei a tutto e a tutti: anche se dobbiamo limitare le uscite e gli spostamenti, soprattutto chi è più fragile e vulnerabile, coltiviamo relazioni e contatti, apriamo gli occhi e il cuore a chi è in difficoltà, condividiamo la solitudine di chi non ha nessuno e magari abita nel nostro palazzo o nella nostra via, con una telefonata, con un saluto, rendendoci disponibili per piccoli servizi. Chi può, soprattutto i più giovani, offra del tempo per qualche attività di volontariato e di aiuto.

Infine, le chiese sono aperte e continueranno le celebrazioni eucaristiche, con le consuete norme di sicurezza: non disertiamo questi luoghi santi, dove possiamo sostare in adorazione del Signore, vivo e presente nella Santissima Eucaristia, partecipiamo alla Santa Messa della domenica, nutrendoci della Parola e del Pane di vita, ritroviamoci come famiglia di Dio raccolta intorno all’altare: chi può, anche durante la settimana.

In questo mese di novembre, nel quale ricordiamo con affetto i nostri defunti, invochiamo l’intercessione dei santi, sotto il manto di Maria Santissima, madre e regina. Con preghiera perseverante, imploriamo il Signore della vita, perché possa cessare questa pandemia, e perché tutti i sofferenti e i malati sentano vicino a sé la consolazione di Dio e la vicinanza dei fratelli.

Pavia, 5 novembre 2020, Memoria di Tutti i Santi della Chiesa pavese

+ Corrado vescovo

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